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Google PageSpeed Insights è lo strumento gratuito di Google per misurare la qualità tecnica di una pagina web. Basta inserire l’indirizzo per ottenere un rapporto con punteggi e suggerimenti. È utile a chiunque abbia un sito, ma i risultati vanno letti con attenzione: un numero da solo dice poco se non si capisce da dove viene.
Due tipi di dati: reali e di laboratorio
Nella parte alta del rapporto, quando disponibili, compaiono i dati sul campo: misurazioni raccolte da utenti reali di Chrome negli ultimi 28 giorni. Sono i dati che Google usa per i Core Web Vitals. I siti con poco traffico spesso non li hanno.
Sotto ci sono i dati di laboratorio, generati da una simulazione (Lighthouse) al momento del test. Sono utili per trovare i problemi, ma possono variare di qualche punto da un test all’altro.
Le quattro aree di punteggio
- Prestazioni: velocità di caricamento e reattività della pagina.
- Accessibilità: quanto la pagina è utilizzabile da persone con disabilità, per esempio contrasto dei colori, testi alternativi delle immagini ed etichette dei moduli.
- Best Practice: sicurezza (HTTPS), assenza di errori nel browser, uso di tecnologie aggiornate.
- SEO: elementi base per i motori di ricerca, come titolo, meta description, link leggibili e pagina indicizzabile.
I punteggi vanno da 0 a 100: verde da 90 in su, arancione da 50 a 89, rosso sotto 50.
I Core Web Vitals
Sono tre metriche che misurano l’esperienza reale dell’utente:
- LCP (Largest Contentful Paint): quanto tempo serve per mostrare l’elemento principale della pagina. Buono entro 2,5 secondi.
- INP (Interaction to Next Paint): quanto la pagina risponde rapidamente a clic e tocchi. Buono entro 200 millisecondi.
- CLS (Cumulative Layout Shift): quanto gli elementi si spostano mentre la pagina carica. Buono sotto 0,1.
Il test da mobile simula un telefono di fascia media con una connessione più lenta, quindi i punteggi sono quasi sempre più bassi che da desktop. È però il dato più importante: la maggior parte delle ricerche avviene da smartphone e Google valuta i siti partendo dalla versione mobile.
Mobile e desktop
Gli interventi più comuni
- comprimere e ridimensionare le immagini, usando formati moderni come WebP;
- caricare le immagini fuori schermo solo quando servono (lazy loading);
- ridurre script e plugin non necessari;
- scegliere un hosting adeguato;
- indicare larghezza e altezza delle immagini per evitare spostamenti del layout;
- aggiungere testi alternativi e controllare il contrasto dei colori.
Un punteggio come criterio di qualità
Alcune directory usano PageSpeed Insights come filtro di ammissione. La Directory SEO Geco, per esempio, accetta solo siti con almeno 60/100 in ciascuna delle quattro aree, da mobile e da desktop: ecco come funziona la verifica.